EXPO 2015 MILANO

La scultura “Grano” all’Expo 2015. Cersosimo: “L’umanità brancola nel buio…”

Ha riscosso attenzione, interrogativi e molto interesse la scultura intitolata “Grano” dell’artista calabrese (Crucoli) Antonio Cersosimo esposta all’Expo 2015 di Milano nel padiglione del Corriere della Sera (dal 23 al 30 settembre) in coincidenza con la settimana dedicata alla promozione Ha riscosso attenzione, interrogativi e molto interesse la scultura intitolata “Grano” dell’artista calabrese (Crucoli) Antonio Cersosimo esposta all’Expo 2015 di Milano nel padiglione del Corriere della Sera (dal 23 al 30 settembre) in coincidenza con la settimana dedicata alla promozione e divulgazione delle eccellenze calabresi. 

expo 2015 corriere della sera

Si tratta di una scultura in marmo arabescato di Carrara (dimensioni 115x42x38 cm) posizionata sul lato destro di “Casa Corriere” ed in bella mostra nell’area adibita alle conferenze. L’opera ha fatto da sfondo ad interessanti interviste e conferenze che hanno avuto come protagonisti, personaggi come: l’architetto Mario Botta, il giornalista – scrittore del Mozambico Louis Bernardo Honwana e molte personalità di spicco dello spettacolo, della finanza, della cultura, dello sport, della musica. “La scultura ‘Grano’ – spiega Cersosimo – si fa portavoce dello slogan ‘Azzeriamo lo spreco…Accogliamo gli esclusi’. Raffigura un gruppo di persone con in sommità una figura femminile che emerge sopra le altre nell’atto di allattare con una sola mammella (sinonimo di scarsità, di esaurimento delle risorse). La figura femminile rappresenta la Madre Terra e la sua mammella il sostentamento dell’umanità per eccellenza, cioè il grano…il latte della terra”.

Aggiunge l’artista calabrese: “L’uso del marmo arabescato non è casuale, la sua scelta è stata dettata dalla presenza di striature cromatiche che esaltano, come poche, la rappresentazione delle ferite, dei vasi sanguigni, delle fratture dell’esistenza, degli stenti ecc. Le loro braccia a guisa di grovigli nervosi ed esili si inanellano nella materia congiungendosi alla base con gli arti inferiori, come a raccogliersi nell’ atto di sorreggersi vicendevolmente e di reagire, di lottare…Questa lotta di braccia e nervi secchi impressionati nel marmo, svuotato fino al collasso, lascia che lo sguardo l’attraversi nella totalità. È una scena drammatica caricadi pathos che ci costringe a riflettere ed a pensare ad una soluzione, ad impegnarci, a reagire attivamente…Il latte della terra, il grano, non dovrà esaurirsi! È un chiaro monito ad attivarsi per sostenere ed implementare questa risorsa. L’agricoltura tradizionale non deve morire, esaurirsi, bisogna pensare a nuovi modi di fare agricoltura, alla innovazione, alla ricerca”.

scultura Grano cersosimo

Suggestiva l’immagine su cui si sofferma lo scultore: “L’opera intende dare visibilità, a suo modo, all’umanità contemporanea che brancola e si cerca”. Sono evidenti i riferimenti agli esclusi del nostro tempo, ai continui sbarchi di disperati alla ricerca di una vita migliore.

Il “chi è” Cersosimo

E’ originario di Crucoli, dove l’artista settantenne ha fatto del piccolo borgo di tremila anime in provincia di Crotone il suo buen retiro, ma si definisce “figlio del mondo, da cui ha respirato e ‘rubato’ stimoli, idee ed esperienze diverse tra loro. Crucoli è un luogo della memoria da cui trae ispirazione per continuare silenzioso ed elegante il suo trentennale percorso tra le maglie di uno stile definito della jonicità. Il suo itinerario formativo è complesso e a tratti sofferto. Un percorso iniziato da giovanissimo proprio a Crucoli, ancora oggi terra di ispirazione, ma segnato anche dalla voglia di sperimentare e ricercare nuove forme dell’arte. Un viaggio che nel corso degli anni lo porta a frequentare le fonderie di Bari, Napoli e Roma, e lavorare presso i laboratori di marmo di Carrara, Pietrasanta e Massa. Esperienze fondamentali per un’artista che con coraggio ha messo al centro del suo percorso artistico la volontà di cercare una nuova identità, un proprio stile capace di trasmettere stati d’animo vissuti intimamente e di una dimensione infinita, di riscatto della bellezza e dell’amore per la vita. Filo rosso del suo percorso artistico, la grecità delle forme e la jonicità di uno stile originale che si è misurato col marmo, il bronzo il legno, la tela.


Da Calabria-onweb del 28/09/2015 di R.Pitaro

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