GRANO

L’uso del marmo arabescato non è casuale, la sua scelta è stata dettata dalla presenza di striature cromatiche che esaltano, come poche, la rappresentazione delle ferite, dei vasi sanguigni, delle fratture dell’esistenza, degli stenti ecc. Le loro braccia a guisa di grovigli nervosi ed esili si inanellano nella materia congiungendosi alla base con gli arti inferiori, come a raccogliersi nell’ atto di sorreggersi vicendevolmente e di reagire, di lottare…Questa lotta di braccia e nervi secchi impressionati nel marmo, svuotato fino al collasso, lascia che lo sguardo l’attraversi nella totalità. È una scena drammatica carica di pathos che ci costringe a riflettere ed a pensare ad una soluzione, ad impegnarci, a reagire attivamente…Il latte della terra, il grano, non dovrà esaurirsi! È un chiaro monito ad attivarsi per sostenere ed implementare questa risorsa. L’agricoltura tradizionale non deve morire, esaurirsi, bisogna pensare a nuovi modi di fare agricoltura, alla innovazione, alla ricerca. L’opera intende dare visibilità, a suo modo, all’umanità contemporanea che brancola e si cerca“.

DIMENSIONI
32x85x20 cm

TECNICA
Scultura in marmo Arabescato di Carrara

ANNO
2010

STATO
Disponibile alla vendita

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